
Balcone naturale sopra Taormina, Castelmola è la vertigine della visione:
entrano nel suo campo visivo, in un tripudio di fichi d'India, il maestoso Etna con i paesi aggrappati alle sue pendici, la costa ionica, il golfo di Giardini-Naxos, il Capo di S. Alessio, lo stretto di Messina e le coste calabre.Non si vorrebbe più scendere da questo belvedere assolato: occhio vigile sul mare, le spalle alla montagna, il cuore dentro un castello in rovina.
Oltre l'ombra antica dei mandorli, c'è l'ingresso del borgo, arroccato in cima ad infiniti tornanti. Con le sue viuzze che s'intersecano e s'incontrano nella piazza principale, rivela subito l'insediamento medievale.
Porte e finestre sono riquadrate in pietra di Taormina, i colori delle abitazioni variano dal giallo al beige e al rosa antico, i tetti a falde inclinate portano ancora i coppi "alla siciliana", l'arredo urbano è curato, toponomastica, numeri civici e insegne sono in pietra e ferro battuto.
Disattenzioni qua e là, soprattutto "storiche", come le brutte case anni '60-'70 che circondano il centro, ma lo sforzo per non sfigurare c'è, e si vede.
L'antico Arco che segna l'ingresso nel paese è rimasto isolato dopo la costruzione di piazza S. Agostino nel 1954; la gradinata in pietra calcarea su cui è posto ne esalta la bellezza.
La piazza, realizzata a mosaico in pietra bianca lavica, restituisce l'atmosfera siciliana nei marciapiedi alberati in cui sono collocati i sedili in pietra e i belvedere dai quali l'occhio spazia su Taormina.
Un tempo si entrava in paese attraverso una porta scavata nella roccia e adagiata su una monumentale scalinata anch'essa in pietra bianca lavica, spostata all'ingresso del castello nel 1927, nel corso dei lavori per la costruzione della rotabile per Taormina.

